About

Born from a Swedish father and an Italian mother, I never really knew which culture and which country I could identify with.

Probably it was just this search for identity that brought me to travel a lot, learning by the way a lot of different languages and getting into many different activities.

Even my own image did of course not stay the same – aging, it changed too, as everything around me changed in a infinite process of transformation.

It seemed that there was nothing really constant to hold on to – when asked for it, I could hardly define myself.

But even if I could not refer to myself as Italian or Swedish, as an artist, a craftsman or an architect, my urge for creativity never stopped. In all of my activities I have been blessed with the capacity to play, study and work at the same time, exactly as children do when they are free to do what they want.

When constructing something with my hands, painting, planning or even directing a building site, in some way I always get connected with the same creative drive that is the source of all transformation. There is tension in the beginning, but as soon as the action is allowed to start, a flow of energy ignites enthusiasm and joy for what I want to undertake, pushing me through any obstacle towards the accomplishment of the task.

Painting was though my first love.

I was just a little child when my mother brought me by train from Italy to neutral Sweden, defying the allied bombing of Germany in 1942.

There my Swedish grandmother, Maja Soderlund Kumlien, received us in her peaceful cottage by the countryside. She was then a well known painter, and I remember the wonderful smell of turpentine and oil colours in her little studio while I watched her work and could see the magic slowly appear on the canvas…

She went on painting till her last days. I inherited surely her love for painting and at that time, as a child, also a treasure: all the  tools and colours she left behind.

Among all of my activities, painting gives me the greatest joy and the greatest freedom. The subjects vary in time – today they come unbidden and reflect what I am – I have found my identity.

There is a spark of light inside of everyone that keeps us alive, gives us every breath and allows everything to exist. Getting in touch with that source is getting home, is finally finding myself.

That feeling of peace, fulfilment and gratitude is what I want to see reflected in all of my works.

 

Italiano:

Nato da padre svedese a madre italiana, non ho mai veramente saputo con quale cultura e con quale paese identificarmi.

Probabilmente è stata proprio questa ricerca d’identità a spingermi a viaggiare tanto, imparando strada facendo varie lingue ed a intraprendere tante diverse attività. Sembrava non ci fosse nulla di costante a cui fare riferimento . Neanche il mio aspetto esteriore evidentemente rimaneva uguale – crescendo cambiava, come tutto ciò che mi circonda, in un processo inarrestabile di continua trasformazione.

Ma anche se non ero in grado di definirmi italiano o svedese, artista, artigiano o architetto, il mio impulso creativo non si è mai esaurito. Ho sempre avuto in dono la capacità di poter combinare gioco, studio e lavoro in qualsiasi cosa intraprendessi, esattamente come fanno i bambini quando vengono lasciati liberi di fare ciò che desiderano.

Quando creo qualcosa, dipingendo, progettando o addirittura dirigendo un cantiere, in qualche modo vengo collegato alla stessa spinta creativa che origina il continuo processo di trasformazione che ci circonda. All’inizio sento una forte tensione, ma appena do via libera all’azione, un flusso di energia accende gioia ed entusiasmo per ciò che voglio intraprendere, spingendomi a superare qualsiasi cosa che possa ostacolarne la realizzazione.

La pittura è comunque sempre stata la mia passione.

Avevo appena un anno quando mia madre mi portò in treno dall’Italia in guerra alla neutrale Svezia, sfidando i massicci bombardamenti della Germania da parte delle Forze Alleate nel 1942.

Alla fine del viaggio ci accolse nella sua pacifica casetta di campagna mia nonna svedese, Maja Soderlund Kumlien. Rimanemmo con lei fino alla fine della guerra. Era, all’epoca, una pittrice conosciuta, e ricordo ancora il meraviglioso profumo dei colori ad olio e del solvente alla trementina che aleggiava nel suo piccolo studio, mentre la osservavo al lavoro e la magia dei colori lentamente si manifestava sulla tela davanti ai miei occhi. Non smise di dipingere fino all’ultimo. Sicuramente ho ereditato il suo amore per la pittura e, da bambino, anche un piccolo tesoro: tutti i colori, i pennelli e gli attrezzi del mestiere che aveva lasciato nel suo studio.

Di tutte le mie attività, la pittura è quella che mi da maggiore gioia e libertà. I soggetti variano – oggi si presentano in modo spontaneo e riflettono ciò che sono perché ho trovato la mia identità.

C’è una scintilla di luce dentro ognuno di noi – una forma di energia che ci tiene in vita, ci dona il respiro e permette ad ogni cosa di esistere. Entrare in contatto con quella sorgente vuol dire tornare a casa, vuol dire per me ritrovare finalmente me stesso.

E quel sentimento di pace, appagamento e gratitudine che ne consegue è ciò che voglio vedere riflesso in ogni mio lavoro.